La differenza tra i guadagni e i flussi di cassa

Una delle caratteristiche positive dell’investimento in compagnie che distribuiscono dividendi è la capacità di generare nel tempo un reddito costante: per poter compiere questa funzione, il portafoglio di investimenti dovrà essere formato da compagnie in grado di generare i propri flussi di cassa. Questi ultimi, spesso, possono differire dai guadagni della compagnia e diventa quindi importante comprendere quale sia la differenza tra queste due componenti e in che modo esse possono differire.

Innanzitutto, descriviamo i fattori che causano guadagni superiori rispetto ai flussi di cassa generati. In generale, questo avviene quando la compagnia registra dei guadagni ma non riceve ancora materialmente il denaro. Un esempio può essere di un’azienda che vende le proprie scorte concedendo un credito all’acquirente, con la promessa, quindi, di essere pagata in un secondo momento.   Quando la società consegna il prodotto ai clienti registra le entrate, il costo delle merci vendute e i guadagni sul suo conto economico.  La transazione si traduce in un aumento di crediti verso i clienti sul bilancio della società ma la vendita sarà riflessa sul rendiconto finanziario dei flussi di cassa solo una volta ricevuto il pagamento e liquidato il credito. Crescenti crediti verso i clienti sul bilancio di una società e scarsi flussi di cassa operativi dovrebbero rappresentare un campanello d’allarme per gli investitori.

D’altro canto, ci sono anche dei fattori che possono rendere i flussi di cassa di una società superiori ai guadagni, il principale dei quali è l’ammortamento.

L’ammortamento è un procedimento tecnico-contabile di ripartizione di un costo pluriennale in più esercizi. In parole povere, quando una compagnia procede all’acquisto di un’immobilizzazione, materiale o immateriale, il costo della stessa non sarà contabilizzato interamente nell’anno in cui è avvenuto l’acquisto ma sarà distribuito su un lasso di tempo uguale al tempo di utilizzo dell’immobilizzazione. Per fare un esempio pratico, prendiamo in considerazione l’acquisto di un impianto da parte di una società nel 2019, il quale costo è 100.000€. L’impianto non sarà utilizzato solo nell’anno corrente ma sarà in grado di produrre valore per la società ipoteticamente per i prossimi 10 anni e, per questa ragione, l’investimento iniziale di 1000.000€ sarà diviso in 10 parti. In questo modo l’impianto avrà un costo contabile di 10.000€ per ogni anno di utilizzo, dal 2019 al 2029, ma l’esborso reale di liquidità sarà avvenuto interamente nel 2019. Così, negli anni a partire dal 2020, il rendiconto finanziario potrà beneficiare delle entrate dovute al valore aggiunto dal nuovo impianto ma senza essere toccato da nessuna uscita di cassa.

I dividendi vengono pagati con denaro reale, non con gli utili contabili.  Di conseguenza, i flussi finanziari sono una parte importante nella valutazione della sicurezza dei dividendi e della salute e sicurezza complessiva di un investimento, soprattutto per gli investitori che puntano a dividendi crescenti.

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